IOpel/Vauxhall entra a far parte di PSA che ora diventa il secondo gruppo europeo (2)

 

Opel/Vauxhall entra a far parte di Groupe PSA; una transazione che posiziona Groupe PSA al secondo posto in Europa.
Questa presenza forte ed equilibrata sui mercati europei servirà da base per la crescita redditizia del Gruppo nel mondo. Arriva infatti la creazione di una joint-venture nel settore del finanziamento automobilistico con BNP Paribas per sostenere lo sviluppo dei marchi Opel e Vauxhall.

Un’operazione da 2,2 miliardi di euro che accelera la trasformazione di GM e crea valore per i suoi azionisti grazie a un’allocazione disciplinata del capitale. 

Corre Detroit e Parigi l’annuncio odierno di General Motors e Groupe PSA che hanno informato della conclusione di un accordo in base al quale la filiale Opel/Vauxhall di GM e le operazioni europee di GM Financial entreranno a far parte di Groupe PSA nel quadro di una transazione che valorizza queste attività rispettivamente a 1,3 miliardi di euro e 0,9 miliardi di euro.

Con l’ingresso di Opel/Vauxhall, che ha realizzato un fatturato di 17,7 miliardi di euro nel 2016, PSA diventerà il secondo costruttore automobilistico europeo, con una quota di mercato del 17%.
Obiettivo? Creare una solida base per PSA in Europa per sostenere la sua crescita redditizia nel mondo: «Siamo fieri di unire le nostre forze con quelle di Opel/Vauxhall e ci impegniamo a portare avanti lo sviluppo di questa grande azienda e ad accelerare il suo risanamento», ha dichiarato Carlos Tavares, Presidente del Direttorio di PSA. «Rispettiamo tutti i risultati raggiunti dalle sue equipe talentuose e dai bei marchi Opel e Vauxhall e lo straordinario patrimonio dell’azienda. Contiamo di gestire PSA e Opel/Vauxhall capitalizzando sulle loro rispettive identità di marca. Poiché abbiamo già sviluppato insieme modelli vincenti per il mercato europeo, siamo convinti che Opel/Vauxhall sia il partner giusto. Per noi è il naturale prolungamento del nostro partenariato e siamo impazienti di mettere la marcia superiore.»
«Siamo fiduciosi che ci sarà un’importante accelerazione del risanamento di Opel/Vauxhall con il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni assunti da GM con i dipendenti di Opel/Vauxhall», ha continuato Carlos Tavares.

Accelerare la trasformazione di GM e creare valore:
 «Siamo felici di avere insieme, noi di GM, i nostri colleghi di Opel/Vauxhall e PSA, una nuova occasione per migliorare la performance a lungo termine delle nostre rispettive aziende, facendo leva sul successo della nostra alleanza», ha dichiarato Mary T. Barra, Presidente e Amministratore Delegato di GM.
«Per GM, questa rappresenta una nuova grande tappa nel piano attualmente realizzato per migliorare la nostra performance e accelerare la nostra dinamica. Trasformiamo la nostra società e raggiungiamo risultati record e sostenibili per i nostri azionisti, grazie all’allocazione disciplinata delle nostre risorse a favore degli investimenti più redditizi nel nostro core-business che è l’automobile, e nelle nuove tecnologie, che ci permettono di definire il futuro della mobilità individuale.
«Siamo convinti che questo nuovo capitolo permetterà di rafforzare ulteriormente Opel e Vauxhall nel lungo periodo e siamo contenti di potere contribuire al successo futuro e al potenziale di creazione di valore di PSA attraverso i nostri interessi economici comuni e una collaborazione continua sui progetti attuali, ma anche su altri entusiasmanti progetti futuri
», ha concluso Mary Barra.

Consolidare ognuna delle due aziende nel lungo periodo. La transazione, infatti, permetterà a Groupe PSA di realizzare importanti economie di scala e di sviluppare sinergie nel settore degli acquisti, della produzione e della R&D. Dovrebbero essere realizzate sinergie per 1,7 miliardi di euro all’anno entro il 2026 – di cui una parte significativa dovrebbe concretizzarsi entro il 2020 – e dovrebbe contribuire ad accelerare il risanamento di Opel/Vauxhall.

Traendo profitto dal fruttuoso partenariato concluso con GM, PSA si aspetta che Opel/Vauxhall raggiunga un margine operativo corrente3 del 2 % entro il 2020 e del 6 % entro il 2026, e generi un free cash-flow operativo positivo4 entro il 2020.PSA, con BNP Paribas, acquisirà anche la totalità delle attività europee di GM Financial attraverso una nuova joint-venture detenuta al 50%, che conserverà contabilmente la piattaforma e l’equipe europea attuale di GM Financial. Da un punto di vista contabile, questa joint-venture sarà consolidata completamente da BNP Paribas e contabilizzata con il metodo del patrimonio netto da PSA.
L’operazione costituisce una nuova tappa negli sforzi attualmente realizzati da GM per trasformare la società, che ha presentato tre anni di performance record e solide prospettive per il 2017, pur ridistribuendo una quota significativa del capitale ai suoi azionisti. Quest’operazione rafforzerà il core-business di GM, permetterà di concentrarsi sullo sviluppo continuo delle opportunità di business più remunerative, comprese le tecnologie avanzate che rivoluzioneranno il futuro e creeranno un valore significativo per gli azionisti.
Migliorando immediatamente l’EBIT-adjusted, il margine di EBIT-adjusted, il suo free cash-flow –adjusted per l’attività Automotive, e diminuendo il rischio sul bilancio, l’operazione permetterà a GM di ridurre il suo fabbisogno di liquidità di 2 miliardi di dollari, permettendo così di accelerare il riacquisto di azioni, in funzione delle condizioni di mercato.

GM parteciperà anche al futuro successo dell’entità congiunta attraverso il possesso di diritti di opzione (warrant) per l’acquisto di azioni di PSA. GM e PSA prevedono anche di collaborare all’introduzione di tecnologie legate all’auto elettrica . Tra l’altro, gli accordi esistenti per la fornitura di alcuni modelli a marchio Holden e Buick sono mantenuti mentre PSA potrà anche approvvigionarsi nel lungo periodo per i sistemi di pile a combustibile presso la joint-venture GM/Honda.

IOpel/Vauxhall entra a far parte di PSA che ora diventa il secondo gruppo europeo

 

Opel/Vauxhall entra a far parte di Groupe PSA; una transazione che posiziona Groupe PSA al secondo posto in Europa.
Questa presenza forte ed equilibrata sui mercati europei servirà da base per la crescita redditizia del Gruppo nel mondo. Arriva infatti la creazione di una joint-venture nel settore del finanziamento automobilistico con BNP Paribas per sostenere lo sviluppo dei marchi Opel e Vauxhall.

Un’operazione da 2,2 miliardi di euro che accelera la trasformazione di GM e crea valore per i suoi azionisti grazie a un’allocazione disciplinata del capitale. 

Corre Detroit e Parigi l’annuncio odierno di General Motors e Groupe PSA che hanno informato della conclusione di un accordo in base al quale la filiale Opel/Vauxhall di GM e le operazioni europee di GM Financial entreranno a far parte di Groupe PSA nel quadro di una transazione che valorizza queste attività rispettivamente a 1,3 miliardi di euro e 0,9 miliardi di euro.

Con l’ingresso di Opel/Vauxhall, che ha realizzato un fatturato di 17,7 miliardi di euro nel 2016, PSA diventerà il secondo costruttore automobilistico europeo, con una quota di mercato del 17%.
Obiettivo? Creare una solida base per PSA in Europa per sostenere la sua crescita redditizia nel mondo: «Siamo fieri di unire le nostre forze con quelle di Opel/Vauxhall e ci impegniamo a portare avanti lo sviluppo di questa grande azienda e ad accelerare il suo risanamento», ha dichiarato Carlos Tavares, Presidente del Direttorio di PSA. «Rispettiamo tutti i risultati raggiunti dalle sue equipe talentuose e dai bei marchi Opel e Vauxhall e lo straordinario patrimonio dell’azienda. Contiamo di gestire PSA e Opel/Vauxhall capitalizzando sulle loro rispettive identità di marca. Poiché abbiamo già sviluppato insieme modelli vincenti per il mercato europeo, siamo convinti che Opel/Vauxhall sia il partner giusto. Per noi è il naturale prolungamento del nostro partenariato e siamo impazienti di mettere la marcia superiore.»
«Siamo fiduciosi che ci sarà un’importante accelerazione del risanamento di Opel/Vauxhall con il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni assunti da GM con i dipendenti di Opel/Vauxhall», ha continuato Carlos Tavares.

Accelerare la trasformazione di GM e creare valore:
 «Siamo felici di avere insieme, noi di GM, i nostri colleghi di Opel/Vauxhall e PSA, una nuova occasione per migliorare la performance a lungo termine delle nostre rispettive aziende, facendo leva sul successo della nostra alleanza», ha dichiarato Mary T. Barra, Presidente e Amministratore Delegato di GM.
«Per GM, questa rappresenta una nuova grande tappa nel piano attualmente realizzato per migliorare la nostra performance e accelerare la nostra dinamica. Trasformiamo la nostra società e raggiungiamo risultati record e sostenibili per i nostri azionisti, grazie all’allocazione disciplinata delle nostre risorse a favore degli investimenti più redditizi nel nostro core-business che è l’automobile, e nelle nuove tecnologie, che ci permettono di definire il futuro della mobilità individuale.
«Siamo convinti che questo nuovo capitolo permetterà di rafforzare ulteriormente Opel e Vauxhall nel lungo periodo e siamo contenti di potere contribuire al successo futuro e al potenziale di creazione di valore di PSA attraverso i nostri interessi economici comuni e una collaborazione continua sui progetti attuali, ma anche su altri entusiasmanti progetti futuri
», ha concluso Mary Barra.

Consolidare ognuna delle due aziende nel lungo periodo. La transazione, infatti, permetterà a Groupe PSA di realizzare importanti economie di scala e di sviluppare sinergie nel settore degli acquisti, della produzione e della R&D. Dovrebbero essere realizzate sinergie per 1,7 miliardi di euro all’anno entro il 2026 – di cui una parte significativa dovrebbe concretizzarsi entro il 2020 – e dovrebbe contribuire ad accelerare il risanamento di Opel/Vauxhall.

Traendo profitto dal fruttuoso partenariato concluso con GM, PSA si aspetta che Opel/Vauxhall raggiunga un margine operativo corrente3 del 2 % entro il 2020 e del 6 % entro il 2026, e generi un free cash-flow operativo positivo4 entro il 2020.PSA, con BNP Paribas, acquisirà anche la totalità delle attività europee di GM Financial attraverso una nuova joint-venture detenuta al 50%, che conserverà contabilmente la piattaforma e l’equipe europea attuale di GM Financial. Da un punto di vista contabile, questa joint-venture sarà consolidata completamente da BNP Paribas e contabilizzata con il metodo del patrimonio netto da PSA.
L’operazione costituisce una nuova tappa negli sforzi attualmente realizzati da GM per trasformare la società, che ha presentato tre anni di performance record e solide prospettive per il 2017, pur ridistribuendo una quota significativa del capitale ai suoi azionisti. Quest’operazione rafforzerà il core-business di GM, permetterà di concentrarsi sullo sviluppo continuo delle opportunità di business più remunerative, comprese le tecnologie avanzate che rivoluzioneranno il futuro e creeranno un valore significativo per gli azionisti.
Migliorando immediatamente l’EBIT-adjusted, il margine di EBIT-adjusted, il suo free cash-flow –adjusted per l’attività Automotive, e diminuendo il rischio sul bilancio, l’operazione permetterà a GM di ridurre il suo fabbisogno di liquidità di 2 miliardi di dollari, permettendo così di accelerare il riacquisto di azioni, in funzione delle condizioni di mercato.

GM parteciperà anche al futuro successo dell’entità congiunta attraverso il possesso di diritti di opzione (warrant) per l’acquisto di azioni di PSA. GM e PSA prevedono anche di collaborare all’introduzione di tecnologie legate all’auto elettrica . Tra l’altro, gli accordi esistenti per la fornitura di alcuni modelli a marchio Holden e Buick sono mantenuti mentre PSA potrà anche approvvigionarsi nel lungo periodo per i sistemi di pile a combustibile presso la joint-venture GM/Honda.

Il Telepass europeo da febbraio è attivo anche in Austria. Germania dal 2018

 

Il primo dispositivo in Europa per il telepedaggiamento dei mezzi pesanti, l’unico già attivo in 6 Paesi, diventa interoperabile anche con l’Austria. Nel 2018 sarà esteso anche in Germania ed altri Paesi per ulterioriori 64mila km di strade e autostrade in Europa.

In arrivo servizio di controllo real time dei mezzi pesanti, gestione della flotta e calcolo dei costi per la scelta del percorso più adatto e conveniente

 

 

Dal 1 febbraio il nuovo dispositivo Telepass EU interoperabile, dedicato ai mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate, è compatibile con il sistema di pedaggio autostradale austriaco (servizio GO) gestito dalla società Asfinag. Grazie al Telepass Eu, l’unico dispositivo interoperabile già attivo in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio (Tunnel Liefkenschoek) e Polonia lungo la tratta della A4, Katowize-Cracovia, Telepass ha consolidato il proprio posizionamento nel campo internazionale dell’autotrasporto acquisendo una quota rilevante del mercato transfrontaliero e diventando la first mover sul mercato europeo dell’interoperabilità in grado di assicurare ai suoi partner un elevato standard di servizio nell’intermediazione del pedaggio in modalità elettronica.
Telepass sta continuando ad ampliare il servizio di interoperabilità a tutte le reti autostradali europee. L’estensione del servizio in Austria ne è la prova e rappresenta un passo fondamentale nel mercato del telepedaggio in Europa”, dichiara Gabriele Benedetto, Amministratore Delegato di Telepass.
Telepass, sostenuta dalla certificazione della Società come EETS (European Electronic Toll Service Provider), è fortemente impegnata in una strategia di sviluppo internazionale con lo scopo di offrire nuovi servizi di pagamento in tutta Europa.

Offrire ai nostri clienti un’esperienza di viaggio sempre più confortevole e senza confini è la nostra sfida. In quest’ottica prevediamo di lanciare nel 2018 –annuncia l’amministratore delegato- il servizio europeo di Telepedaggio con l’inclusione di ulteriori servizi VIAPASS (Belgio), LKW MAUt (Germania) e ViaToll (Polonia) estendendo così l’attuale copertura di oltre 64.000 km di strade ed autostrade europee. Inoltre, per rendere più sicuro e comodo il viaggio degli autotrasportatori, – aggiunge Gabriele Benedetto-sono in arrivo nuovi e importanti servizi a valore aggiunto che consentono il controllo dei mezzi attraverso un sistema di geolocalizzazione real time, la gestione della flotta con l’anticipo del calcolo dei costi (di pedaggio, carburante, etc.) e la scelta del percorso più adatto e conveniente per lo spostamento in tutta Europa.

UNRAE: ancora segno positivo nel mercato dei veicoli rimorchiati

I primi undici mesi +31,3% sul 2015

Il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE formula una stima di immatricolazioni di veicoli rimorchiati con massa totale a terra superiore alle 3,5 t pari al 31,3% negli undici mesi rispetto al gennaio-novembre 2015, con 12.800 unità immatricolate contro 9.745.

Con questo andamento – ha affermato Sandro Mantella, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti dell’UNRAE – è prevedibile che la chiusura dell’anno si attesterà sulle 14.000 unità, con un incremento del mercato pari al 32% rispetto al 2015”.
Di fronte alla situazione che i dati prospettano, l’UNRAE ritiene importante consolidare il proprio impegno sui temi che rivestono maggiore importanza per il nuovo Gruppo costituito nell’ambito della Sezione Veicoli Industriali, individuando le azioni da compiere nei confronti dell’Amministrazione, anche in collaborazione con gli altri interlocutori del mondo dei trasporti.
“Riteniamo – ha sottolineato Sandro Mantella – che i maggiori argomenti in discussione, come la necessità di rendere strutturali le misure di sostegno agli investimenti nel settore, siano di interesse generale per tutti i Costruttori e allestitori di veicoli industriali e rimorchi.
In particolare, per il nostro comparto, pensiamo per esempio che possa essere utile rivedere la norma che disciplina il noleggio senza conducente, liberalizzandolo almeno per i veicoli rimorchiati. Occorre poi disciplinare severamente l’importazione di veicoli rimorchiati usati sul nostro mercato”.

Consumi ridotti nel trasporto, energia tramite gli assi delle ruote dei vagoni merci

 

In Svizzera Railcare AG, società affiliata di Coop, ha inventato un metodo del tutto nuovo per generare e immagazzinare energia nel trasporto merci su rotaia. Questa novità mondiale è particolarmente sostenibile e consente di refrigerare le merci o di mantenerle alla temperatura desiderata durante il trasporto su rotaia utilizzando energia cinetica anziché carburante. L’energia elettrica viene ottenuta direttamente dal treno in movimento e può essere regolarmente erogata anche durante le soste grazie a un accumulatore. Questa innovazione fornisce un contributo sostanziale alla tutela dell’ambiente e alla riduzione dell’inquinamento acustico e rappresenta un importante contributo alla Visione CO2 di Coop.

Il trasporto merci è in crescita sia su brevi distanze che su tragitti di centinaia o migliaia di chilometri. Durante il trasporto le merci sensibili all’interno dei container, come gli alimenti, devono essere spesso refrigerate, congelate, riscaldate o, in caso di condizioni ambientali variabili, mantenute alla temperatura desiderata. Tutti questi interventi richiedono energia.

Le varianti per l’approvvigionamento energetico sinora utilizzate comportano diversi svantaggi.
I gruppi elettrogeni diesel, per esempio, devono essere regolarmente riforniti e richiedono pertanto specifici requisiti logistici. In più i motori diesel inquinano l’ambiente con le loro emissioni di CO2.

Powerpack rCE modulare: la prima soluzione senza svantaggi
«La nuova innovazione di Railcare permette di mantenere le merci alla temperatura desiderata senza ricorrere al diesel. L’inedito Powerpack genera energia dal movimento degli assi delle ruote del vagone merci durante il trasporto e grazie a un accumulatore è in grado di utilizzarla per mantenere alla temperatura desiderata i container», spiega Leo Ebneter, presidente del Consiglio d’amministrazione di Railcare e responsabile della Direzione Logistica di Coop. Questo sistema rivoluzionario di approvvigionamento energetico si chiama «rCE-Powerpack modulare» (rCE sta per Railcare E-Pack), viene montato direttamente sui vagoni container e presenta diversi componenti: un telaio adattatore, un generatore idraulico, un trasformatore, un accumulatore come pure una connessione di carica per la fornitura degli impianti di refrigerazione dei container. Il Powerpack dispone inoltre di un modernissimo sistema satellitare di sorveglianza e controllo.

Energia ottenuta direttamente dalle ruote dai vagoni ferroviari
«Il nostro sistema innovativo trasforma l’energia cinetica degli assi delle ruote in energia elettrica e la immagazzina in un grande accumulatore», spiega Philipp Wegmüller, uno degli autori di questa soluzione sostenibile insieme a Beat Wegmüller e Josef Zettel. Grazie a questo ingegnoso immagazzinamento intermedio dell’energia, all’interno del modernissimo accumulatore, è possibile mantenere la catena del freddo anche quando il treno è fermo per lungo tempo.

Minori emissioni di CO2 e inquinamento acustico ridotto
La rinuncia a trasporti refrigerati tramite diesel resa possibile dall’invenzione Railcare si traduce in una riduzione delle emissioni di CO2. «Per ogni vagone container, il nostro nuovo sistema richiede il 75% in meno di carburante. Un dato che ci consente di contenere notevolmente la nostra produzione giornaliera di CO2», sono le parole di Philipp Wegmüller, presidente della Direzione generale di Railcare. La soluzione innovativa proposta dall’azienda contribuisce inoltre a ridurre in misura sostanziale l’inquinamento acustico determinato dal trasporto merci. «La produzione di energia elettrica tramite dinamo sostenibili è molto più silenziosa dei motori diesel tradizionali», spiega Philipp Wegmüller.

Importante contributo alla visione CO2 di Coop
Con lo sviluppo del «Powerpack rCE» Railcare offre un importante contributo alla visione CO2 di Coop che si pone come obiettivo di diventare CO2 neutrale entro il 2023. «Riuscire a ridurre i consumi a livello di Logistica influisce notevolmente sul nostro bilancio CO2 totale», sottolinea Leo Ebneter.

Railcare AG, una società affiliata di Coop 
Railcare AG è una società affiliata al 100% a Coop e fornisce a questa e a clienti terzi servizi logistici nel trasporto combinato non accompagnato (TCNA) con treni e camion propri. Questi servizi coprono l’intera catena di trasporto, inclusi i trasporti su gomma e rotaia, le funzioni di terminal come pure le mansioni di operatore e spedizioniere. Railcare AG è stata fondata nel 2007 e appartiene al Gruppo Coop. Oggi l’azienda impiega ca. 300 persone in 11 sedi.

Mercato in crescita per i rimorchi e semirimorchi: i dati di UNRAE

 

I primi 8 mesi del 2016 registrano una crescita pari al 33,2% per il mercato dei rimorchi e semirimorchi

 

 

Dopo la forte accelerazione delle vendite in marzo, dovuta alla scadenza degli incentivi nel settore intermodale, e al conseguente rallentamento della crescita nei due mesi successivi – commenta Sandro Mantella, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE – il periodo estivo ha confermato il buon andamento del settore. Inoltre, anche grazie all’avvio il prossimo 20 ottobre della presentazione delle domande per richiedere il contributo 2016 per investimenti nel comparto, è prevedibile che l’incremento del mercato continuerà, e ancor più sarà positivo nella misura in cui potranno essere stabiliti quanto prima interventi strutturali di sostegno”.

Il Centro Studi e Statistiche di UNRAE ha infatti analizzato i dati forniti dal Ministero dei Trasporti e stimato che, nei primi otto mesi del 2016, si ha avuto un incremento nelle immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra ˃ 3,5 t pari al 33,2%, con 9.650 veicoli venduti rispetto agli 7.243 dello stesso periodo 2015.

Sarebbe utile – continua Mantella – prevedere in qualche modo anche interventi in favore del rinnovo del parco veicoli rimorchiati destinati al semplice impiego stradale, dove l’abbinamento di semirimorchi o rimorchi obsoleti a trattori o motrici dotati di impianti moderni di sicurezza può creare situazioni di rischio reali”.
Un altro tema importante che UNRAE ha già rappresentato nelle sedi istituzionali competenti, riguarda l’opportunità che vengano adottate adeguate misure per consentire il noleggio libero dei veicoli rimorchiati per il trasporto di merci, con le necessarie disposizioni e controlli, in modo da assicurare un valido passo in avanti nell’elasticità di gestione dei trasporti.
“La potenzialità di incremento del mercato del comparto in generale – conclude Sandro Mantella – è elevata, e sono pertanto estremamente utili misure finanziarie e tecniche di sostegno mirate che siano confermate nel tempo, in modo da garantire gli investimenti degli operatori che maggiormente si adoperano per effettuare attività di trasporto di qualità, sostenibile sia dal punto di vista della sicurezza della circolazione e delle merci trasportate – e mi riferisco per esempio al trasporto in regime di temperatura controllata degli alimenti e dei farmaci – sia dal punto di vista della economicità di esercizio”.

Scania si aggiudica il premio “International Truck of the Year 2017”

 

La Casa svedese ha ricevuto l’ambito titolo  “International Truck of the Year 2017 “per la nuova gamma di autocarri di nuova generazione. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato a Henrik Henriksson, Presidente e CEO di Scania, nel corso della giornata stampa della IAA Commercial Vehicle Show di Hannover, in Germania.

 

 

 

Il prestigioso riconoscimento, “International Truck of the Year 2017″, è stato assegnato a Scania da una giuria composta da 25  giornalisti di alto livello, provenienti dalle 25 importanti testate di settore di tutta Europa. Con un punteggio vincente di 149 voti, il Grifone ha sbaragliato gli altri temibili concorrenti. Ha ritirato il premio Henrik Henriksson, Presidente e CEO di Scania.

Sulla base del regolamento di International Truck of the Year, il premio viene assegnato ogni anno al camion – introdotto sul mercato nei dodici mesi precedenti – che abbia portato il più grande contributo all’efficienza del trasporto su strada, valutando diversi criteri importanti, quali l’innovazione tecnologica, comfort, sicurezza, guidabilità, risparmio di carburante,  sostenibilità e Total Operatio Economy (TOE).

Sulla base dei punti di forza tecnici e le caratteristiche della sua gamma attuale, Scania ha consegnato una nuova generazione camion che introduce miglioramenti sostanziali in tema di aerodinamica della cabina, comfort e ergonomia, guidabilità del veicolo, prestazioni, sicurezza e servizi al cliente ottimizzati.

Una delle caratteristiche fondamentali della nuova gamma, che permette per sua natura di ridurre notevolmente le emissioni in termini di CO2, è il fatto che tutti i propulsori  Euro 6 della nuova generazione Scania possano essere predisposti e alimentati a HVO (Olio vegetale idrotrattato), arrivando a risparmiare il 90% di emissioni in CO2 promuovendo ulteriormente la causa del trasporto sostenibile.

Altro elemento innovativo è la nuova cabina caratterizzata da una migliore visibilità ( il conducente è più vicino al parabrezza), una superficie di vetro più ampia,un cruscotto ribassato e ottimizzato, e un pavimento ribassato (nella cabina “S”) che ne permette una migliore abitabilità.

Il Presidente della giuria, Gianenrico Griffini ha commentato: “Con la sua nuova gamma, Scania ha consegnato un camion che rappresenta un vero e proprio ‘state-of-the art’ nel segmento dei pesanti, in grado di rispondere non solo alle nuove esigenze di trasporto di oggi ma anche di domani”.

La Legge Sabatini dà una spinta ai veicoli commerciali

 

Accelerazione nelle vendite dei commerciali con segno positivo nei mesi di luglio e agosto

 

 

Gli incrementi significativi nelle vendite dei veicoli commerciali sono apprezzabili già da 31 mesi. Ma è con la scadenza (al 3 settembre) dell’utilizzo dei fondi previsti dalla Legge Sabatini, che la spinta del mercato, nei mesi di luglio e agosto, è stata determinante.

I dati provengono da stime elaborate e diffuse dal centro Studi e Statistiche di UNRAE: in particolare, il mese di luglio con 17.819 veicoli venduti (autocarri con ptt fino a 3,5t), segna un incremento del 46,9% sulle 12.131 dello stesso periodo 2015. In agosto, invece, le vendite hanno più che raddoppiato (+118,4%) con 12.329 unità rispetto alle 5.645 dell’agosto 2015, segnando la 33^ crescita consecutiva. Il cumulato dei primi 8 mesi accelera l’incremento, arrivando a mostrare un +39,6% grazie alle 114.185 unità immatricolate che si confrontano con le 81.772 del gennaio-agosto 2015.

Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE ha commentato:“La forte spinta del mercato nei mesi estivi  è stata determinata, in particolare, da un’accelerazione all’utilizzo dei fondi derivanti dalla Legge Sabatini, scaduti il 3 settembre scorso, unitamente ad una nuova fase di evasione degli ordini derivanti da commesse di Aziende a partecipazione pubblica, che si inseriscono in un contesto già favorevole supportato dalla norma del super-ammortamento, che sta determinando un forte sostegno alle vendite di veicoli da lavoro”.

Le agevolazioni di natura fiscale, quali super-ammortamento e Legge Sabatini – conclude Nordio – mostrano chiaramente di funzionare ed è fondamentale che vengano prorogati anche per il prossimo anno, per non frenare l’accelerazione del rinnovo del parco di un settore fondamentale per la nostra economia”.

Trasporto merci: la crescita del primo semestre 2016

 

La Nota Congiunturale Confetra sul Trasporto Merci presenta periodicamente i risultati dell’indagine sull’andamento del mercato del trasporto merci italiano,
indicandone le variazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ecco il sunto relativo ai primi sei mesi dell’anno 2016

 

 

L’indagine è stata svolta intervistando un campione di centinaia di imprese tra le più rappresentative dei vari settori: ma mancando la componente delle piccole imprese – settore sottoposto ad un severo processo di razionalizzazione –  il campione utilizzato non può essere considerato totalmente rappresentativo.

Sappiamo che il trasporto di merci è il trasferimento di beni tra un fabbricante o venditore e un acquirente o ricevitore. Sappiamo anche che la domanda di trasporto è costituita dalle merci che si spostano da “un’area-origine verso un’area destinazione in un determinato arco temporale”. Lo spostamento non è mai fine a se stesso ma soddisfa anche altre domande, motivo per cui la domanda di trasporto viene considerata “derivata”rispetto ai processi industriali di distribuzione e di produzione. Incrementare la produzione e consumi significa quindi, molto semplicemente, avere più merce da movimentare nelle varie modalità.

Detto questo, viene confermato il trend di crescita: tutto il traffico aumenta, nazionale ed internazionale, stradale, ferroviario, marittimo ed aereo, i carichi completi ed il traffico corrieristico. In particolare la ripresa del trasporto su gomma è forte e generalizzata: +3,1% il traffico nazionale e un ottimo +5,4% quello internazionale. “Tuttavia, la grande maggioranza delle imprese interpellate di tutti i settori dichiara un aumento del fatturato inferiore all’aumento del traffico e il mondo spedizionieristico lamenta addirittura un calo del fatturato pur in presenza di un incremento del numero delle spedizioni”.
L’aumento del traffico rilevato dal campione dell’indagine è convalidato dai dati autostradali (+4,9%), da quelli aeroportuali (+5,8%), dai valichi stradali (+4,2%), da quelli portuali (+4,5%Teu; +4,9% rinfuse liquide; +11,5% rinfuse solide; +4,9% Ro-Ro).

Ma in questo scenario positivo le aziende del settore guadagnano percentualmente meno, coerentemente del resto con la linea piatta del PIL. Motivo di ciò va ricercato nel fatto che  è in atto nel settore già da qualche anno un crudo processo di selezione che costringe le imprese piu deboli ad uscire dal mercato, e costringe le altre a ridurre sensibilmente i margini operativi.
Ci è anche noto che il settore dell’autotrasporto abbia perso, negli utlimi due anni, 15.000 unità (-15%).

Nell’indagine si legge anche “Discorso leggermente diverso vale per le imprese di spedizione internazionale (MTO), dove l’entità del fatturato è influenzato dal
valore dei noli pagato ai vettori materiali e riaddebitato ai committenti. In questa contingenza dove i noli marittimi ed aerei sono fortemente depressi, anche il fatturato dei forwarders ne risente negativamente, senza che ciò comporti necessariamente la negatività dei bilanci. Da rimarcare la forte espansione continua del traffico dei courier (+7,2%) e la sensibile ripresa del traffico ferroviario (+3,8%) all’interno del quale TRENITALIA rappresenta oggi circa il 60%”.

Autotrasporto, firmato il decreto per il riparto delle risorse

 

La firma del decreto interministeriale integrativo di riparto delle risorse per il settore dell’autotrasporto permetterà, nelle prossime ore, la formalizzazione del decreto investimenti per il 2016

 

 

Abbiamo liberato risorse per il settore dell’autotrasporto. Manteniamo gli impegni, riduciamo di fatto i costi e sosteniamo concretamente il comparto” ha annunciato il Sottosegretario Simona Vicari con una comunicazione inviata alle Associazioni del settore.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha infatti firmato il decreto interministeriale che prevede l’aumento da 60 a 70 milioni di euro delle risorse destinate alla deduzione forfetaria delle spese non documentate del settore dell’autotrasporto nonché il decreto ministeriale per l’attuazione delle misure in favore della formazione professionale.

A seguito di un intenso impegno dell’Amministrazione e di una costante interlocuzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze – ha dichiarato il Sottosegretario – con la firma dei provvedimenti da parte del Ministro consolidiamo e rilanciamo l’iter per l’effettiva utilizzazione delle risorse per il settore dell’autotrasporto di merci, finalizzate anzitutto alla riduzione dei costi di esercizio delle imprese meno strutturate. Saranno disponibili, in tempi rapidi,  per le imprese le procedure necessarie per la presentazione delle domande per l’ottenimento dei benefici previsti dalla Legge di stabilità di quest’anno”.

Il lavoro svolto in questi mesi, tuttavia, non costituisce – prosegue il Sottosegretario Vicari – un punto di arrivo, ma ci spinge ad un impegno sempre più proficuo per la risoluzione delle questioni che interessano  il settore, prima tra le quali l’attuazione delle disposizioni normative relative alla decontribuzione e agli incentivi in favore del trasporto intermodale, misure attualmente in corso di definizione anche a livello comunitario”.

Tra gli apprezzamenti delle varie associazioni quello di ANITA:”Apprendiamo con piacere e apprezziamo lo sforzo che il Governo sta compiendo per il settore dell’autotrasporto con la firma del decreto di riparto delle risorse e, in particolare, la prossima formalizzazione del decreto investimenti per il 2016“, dichiara Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA.

Si tratta – continua il Presidente – di misure strategiche per il settore che si traduco in un concreto impulso alla crescita occupazionale e fungono da stimolo per l’economia del Paese e ciò è stato dimostrato anche dall’aumento delle immatricolazioni dei veicoli pesanti, permesso dalle risorse destinate al settore dalla Legge di stabilità dello scorso anno, che sono cresciute di oltre il 36% nel primo quadrimestre 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.






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